Canone Effimero è un viaggio alla scoperta di un’Italia nascosta, invisibile, lontana dalle narrazioni correnti. I protagonisti di questa immersione sono singole persone o piccole comunità remote che lottano contro l’estinzione dei propri orizzonti simbolici: nei gesti di costruttori solitari di antichi strumenti o nelle voci di cantori di canti polivocali del passato. Questi sono i segni di una resistenza culturale e i fili misteriosi di un tessuto esistenziale, frammenti ritrovati di un ipotetico codice per la sopravvivenza con l’entroterra italiano fatto di volti, voci e storie. Gli strumenti antichi si collegano alla natura e all’ordine celeste, rappresentando anche l’incontro del Mediterraneo con l’Africa e l’Oriente. Il film mette in luce le tradizioni polifoniche di varie regioni italiane, sfidando la marginalizzazione di queste culture e ricentrandole attraverso un approccio visivo ispirato alle icone bizantine e all’arte medievale.
Note di regia:
Di fronte alla tendenza a limare via i margini, con Canone
Effimero proviamo a ri-centrare il nostro sguardo su un paesaggio
poco visto o raccontato. Corpi e paesaggi sono legati in “quadri”, in formato 1:1. I volti sono come icone bizantine o miniature medievali, la composizione rifugge il naturalismo del documentario,si avvicina alla statuaria o alla pittura.
Il film vive così di ritratti autonomi, reperti disseppelliti e portati alla luce, pagine illustrate di un diario collettivo, un fragile codice da completare.