Dopo tre anni di lontananza, Ivan ritorna a casa, nel Sulcis in Sardegna, dopo aver lavo rato in Francia come viticoltore, per fare il vino con i genitori nella loro piccola azienda. Il suo ritorno a casa è un viaggio interiore, sospeso e rarefatto, dove le persone e le cose lasciate nel passato e ritrovate nel presente si incontrano nella dimensione emotiva e soli taria del protagonista. Si tratta di una rifles sione sul rapporto con le proprie radici, sul rapporto fra generazioni, su cosa significa essere figli e su come si vedono i padri e le madri tra malinconie del passato e l’energia necessaria ad affrontare il presente.
Note di regia:
La mia sensazione è che Cu mpartia rappresenti un momento di transizione nel mio percorso cinematografico. Forse perché è un film che racconta un passaggio di vita importante per il protagonista che si trova in bilico fra le intenzioni ancora vive del passato e l’energia di nuove prospettive. È un film minimale che tratta di cose primarie ed essenziali: confrontar si con le proprie radici. Chiedersi che cos’è la terra e quale senso si nasconde dietro ad un albero che cresce. Un film sulla solitudine, sulla malinconia e sul la gioia necessaria della condivisione, nata proprio dall’incontro inaspettato con un gruppo di amici vecchi e nuovi che mi ha fatto sentire almeno per una volta ancora la bellezza e il privilegio di raccontare una storia.