Dopo il trauma di uno stupro di gruppo, la gio vane danzatrice Thea intraprende un profondo percorso di guarigione. Attraverso la coreografia affronta passo dopo passo il suo dolore, trasfor mando gradualmente la sua vulnerabilità in una forza silenziosa ma determinata. Con il sostegno incrollabile del suo compagno, Thea scopre uno spazio sicuro per ricomporre il suo mondo fran tumato. La nascita del figlio Monan ridefinisce ulteriormente il suo rapporto con il corpo e con sè stessa. Seguiamo le lotte più intime di Thea attraverso i suoi diari video personali, intrecciati con lo sguardo empatico del suo amico d’infan zia, il regista Felix, che porta alla luce gli strati inespressi del suo processo di guarigione. No nostante le cicatrici sottolinea la responsabilità collettiva che tutti condividiamo nel sostenere chi ha vissuto un trauma, ricordandoci il ruolo vitale dell’empatia, della dignità e dell’amore nei mo menti di oscurità.
Note di regia:
Thea e io condividiamo una stretta amicizia, che risale alla nostra infanzia nelle Alpi italiane. È stata anche il mio primo grande amore. Anni dopo, ci siamo ritrovati entrambi a vivere a Berlino. Poco prima che lasciassi la città, Thea ha dovuto annullare il nostro caffè d’addio, spiegandomi che era in ospedale. Lì mi ha raccontato della presa in ostaggio, della droga e dello stupro. Quel momento è stato profondamente sconvolgente per entrambi, ma ciò che deve aver provato dentro di sé rimane al di là della mia comprensione. Spinto dal senso di colpa, ho girato un cortometraggio che riflette sulla responsabilità morale e sulla vergogna che ho provato come uomo. Thea, commossa dal film, mi ha invitato a creare un progetto più ampio per condividere la sua storia. Nonostante le cicatrici si concentra sulla resilienza e la lotta per una vita migliore, è la prova che anche dopo i momenti più bui possono prevalere la forza, la dignità e la speranza.