A Palermo c’è un negozio diverso da tutti gli altri che si chiama Quir, un luogo d’amore che sfida ogni convenzione. I proprietari sono Massimo e Gino, insieme da 42 anni, forse la coppia queer più longeva d’Italia. Il loro piccolo negozio di pelletteria dove si accoglie, si confessa e si cura è diventato un importante punto d’incontro della locale scena LGBTQI+ che lotta per i propri diritti in una Sicilia ancora roccaforte della cultura patriarcale.
Note di regia:
“È iniziato tutto per caso, passando un giorno davanti al Quir. Ben presto ho capito che quello che doveva essere un negozio dove si vendono borse e altri oggetti di cuoio in realtà era una specie di confessionale, o un pronto soccorso per anime in cerca di aiuto. Ho cercato di pormi di fronte a queste vite seguendo la lezione per cui non si tratta mai di riprodurre la realtà cosi come è, o di piegarla a una concezione ideologica precostituita, ma di filtrarla attraverso il prisma della coscienza (…) Come giustamente fa notare Paul Preciado, si tratta di evitare «uno sguardo che uccide» che lui definisce «necropolitico», che è quello che spesso si usa nella rappresentazione cinemato grafica del mondo Queer. Io spero di essere riuscito a trasportare nel mio film la gioia attiva, che emana da ognuno dei corpi che attraversano il Quir.”