Corpus Christi

Corpus Christi

Corpus Christi

di Judith Davis

Anno: 2018

Paese: Francia

Durata: 88'

Daniel è un ventenne che vive una trasformazione spirituale mentre sconta la sua pena in un centro di detenzione. Daniel vorrebbe farsi prete ma questa possibilità gli è preclusa per la sua fedina penale. Uscendo dal centro di detenzione, gli è assegnato un lavoro presso un laboratorio di falegnameria in una piccola città, ma al suo arrivo, una serie di equivoci lo porta ad essere scambiato per un sacerdote e inizia a professare in una piccola parrocchia. La comparsa di questo giovane e carismatico predicatore diventa l’occasione per la comunità, scossa da una tragedia avvenuta qualche tempo prima, per cominciare a rimarginare le sue ferite.

Il ragazzo più bello del mondo

Il ragazzo più bello del mondo

Il ragazzo più bello del mondo

di Kristina Lindström, Kristian Petri

Anno: 2021

Paese: Svezia

Durata: 93'

Il ragazzo più bello del mondo è un documentario diretto da Kristina Lindström e Kristian Petri sull’attore svedese Björn Andrésen, noto anche al cinema italiano per aver interpretato Tadzio in Morte a Venezia di Luchino Visconti. Attraverso interviste e materiale inedito, questo film ripercorre la vita di Andrésen, il giovane prodigio che a soli 15 anni debutta non solo per la sua interpretazione nel capolavoro italiano, ma per le stesse parole di Visconti che lo definiscono “il ragazzo più bello del mondo”. La ricerca del registra si è spinta in tutta Europa per trovare un giovane che rappresentasse perfettamente l’incredibile bellezza espressa da Thomas Mann nel suo celebre romanzo, da cui è tratto il film di Visconti. Da quel momento la vita di Andrésen cambia completamente, portandolo a girare tutto il mondo grazie a questo tratto che lo caratterizza e di cui non può fare a meno, la sua bellezza.

 
 
 

Il mio nome è clitoride

Il mio nome è clitoride

Il mio nome è clitoride

di Lisa Billuart-Monet, Daphné Leblond

Anno: 2019

Paese: Belgio

Durata: 80'

Ritrovare il piacere e liberarsi dalle imposizioni sociali. Una guida alla consapevolezza della propria sessualità attraverso le confessioni di giovani donne. Non cercare la verità in lungo e in largo, potresti trovarla in mezzo alle tue gambe”. Da questo proverbio croato prende le mosse un’inchiesta intima tutta femminile sull’erotismo. Un collage di interviste in cui a precise domande seguono risposte libere e disinvolte, realizzate nelle camere delle protagoniste. Dodici ragazze, tra i 20 e i 25 anni, sedute o sdraiate sui loro letti, descrivono i vari modi in cui hanno scoperto il proprio corpo e l’organo erettile femminile, che, nonostante la sua rilevanza, per molte e molti è ancora un pianeta sconosciuto. A registrare questi comizi sul sesso, con attrezzatura minima anche da graffiti artists, sono due filmmaker esordienti nate negli anni Novanta: Lisa Billuart-Monet e Daphné Leblon. Grazie alla prossimità anagrafica con le registe, il tono delle intervistate è disinibito e il linguaggio è sorprendentemente diretto, franco, anche ironico, a volte scientifico. Spesso di una semplicità grafica, come testimoniano anche un eloquente incipit e la stampa 3D dell’anatomia completa della clitoride, pubblicata nel 1998 dalla ricercatrice Helen O’Connell. Accompagnato nelle scuole del Belgio da un dossier pedagogico, Il mio nome è clitoride illumina molti argomenti: la letteratura fallace o incompleta sul tema, l’informazione scarsa o assente non solo sull’apparato genitale femminile ma sulla masturbazione, la rimozione del discorso sull’autoerotismo, anche tra coetanee. Invita quindi a capire come cercare soddisfazione da sole, per se stesse e per essere più indipendenti e felici coi propri partner. Al centro, il rapporto di correlazione diretta tra masturbazione, piacere e clitoride, fonte di godimento storicamente censurata e perciò strategicamente presente nel titolo, a compensare l’atavico squilibrio tra percezione maschile e femminile dell’orgasmo.

Dicktatorship – Fallo e basta!

Dicktatorship – Fallo e basta!

di Gustav Hofer e Luca Ragazzi

Anno: 2019

Paese: Italia

Durata: 90'

Gustav e Luca vivono insieme da tanti anni. Un giorno, a colazione, una battuta infelice rischia di mettere in crisi il loro rapporto di coppia: possibile che Gustav non si sia mai reso conto che Luca è un maschilista? E come mai anche un uomo progressista come Luca è capace di atteggiamenti sessisti senza neanche accorgersene?

La discussione è il pretesto per iniziare un’analisi puntuale del loro – e nostro – Paese. Un viaggio alla scoperta delle storie di ordinario sessismo dell’Italia di oggi, tra integralisti cattolici, improbabili raduni per “uomini veri”, esperimenti scientifici rivelatori…
Incontrando diversi esperti nel campo della sociologia, della scienza, delle arti e persino del porno, provando ad orientarsi nell’intricato mondo dei rapporti di potere tra uomo e donna, Gustav e Luca guidano lo spettatore in un viaggio caleidoscopico e a tratti esilarante che li porterà a una conclusione inevitabile: sono gli uomini a dover cambiare, perché le donne, a quanto pare, lo hanno fatto già da tempo.

Sulla infinitezza

Sulla infinitezza

Sulla infinitezza

di Roy Andersson

Anno: 2019

Paese: Svezia

Durata: 76'

Riflessione sulla vita umana in tutta la sua bellezza e crudeltà, splendore e banalità. Momenti insignificanti assumono lo stesso significato degli eventi storici: una coppia fluttua su una Colonia devastata dalla guerra; sulla strada per una festa di compleanno, un padre si ferma a legare i lacci della figlia sotto la pioggia battente; le ragazze adolescenti ballano fuori da un bar; un esercito sconfitto marcia verso un campo di prigionia. Un caleidoscopio di tutto ciò che è eternamente umano, una storia infinita della vulnerabilità dell’esistenza.

Adorazione

Adorazione

Adorazione

di Fabrice Du Welz

Anno: 2019

Paese: Belgio, Francia

Durata: 98'

Paul ha dodici anni e passa le sue giornate nei boschi che circondano la clinica psichiatrica in cui lavora sua madre. I due vivono soli nelle vicinanze dopo l’abbandono del padre di Paul. Al ragazzo piace prendersi cura degli uccelli del bosco, e tra gli alberi incontra un giorno Gloria, una ragazza in cura presso la clinica il cui fascino è pari solo alla sua instabilità mentale. Paul si lascia convincere a seguirla e insieme scappano dalla clinica, in cerca di una misteriosa salvezza.

L’ultimo lungometraggio di Fabrice Du Welz è un’opera di grande intensità sensoriale, che eleva una premessa narrativa piuttosto standard attraverso un tono, uno stile visivo e una prossimità al nervo emotivo dei personaggi che si vede raramente sullo schermo.

Strenuo difensore dell’uso della pellicola, il regista belga cattura il viaggio nella natura di Paul e Gloria con realismo poetico, tra fiumi e boschi bagnati di luce come una rugiada estiva. I due ragazzi sono in fuga tanto dalle autorità quanto dal tempo stesso, in un’atmosfera che rifiuta la contemporaneità e sembra nascondersi in un passato sospeso.

Adoration non è però soltanto comunione dei sensi: quello sui protagonisti è un lavoro di caratterizzazione raffinato e singolare, in equilibrio sul ripido crinale delle due età abitate da Paul e Gloria. Uno è certo di non voler fare male a nessuno, l’altra gli assicura che presto cambierà idea. Uno è pervaso da una purezza ancora infantile, che inventa dialoghi con gli uccellini e non vuole vederli morire; l’altra non abbassa mai lo sguardo e ha una storia inquietante sempre pronta. Eppure sono entrambi precisamente a metà tra l’essere bambini e giovani adulti, uno stato mutevole, cangiante, che Du Welz fa risaltare come un riflesso del sole sul fiume, e che aggiunge un senso di disagio e verità alla loro attrazione.

Tony Driver

Tony Driver

Tony Driver

di Ascanio Petrini

Anno: 2019

Paese: Italia

Durata: 70'

Pasquale un giorno decide di cambiare nome e farsi chiamare Tony. Nato a Bari, quartiere Madonnella, a 9 anni, nella metà degli anni Sessanta, migra oltreoceano con la famiglia e cresce da vero americano, tutto hot dog e rockabilly. Non è mai ritornato in Italia, fino a quando, ormai tassista di professione a Yuma, un blitz anti-immigrazione alla frontiera con il Messico lo costringe a scegliere: la galera in Arizona, o la deportazione in Italia per dieci anni. Il reato? Trasporto a bordo del suo taxi di migranti illegali negli Stati Uniti. Tony opta per la deportazione. Rientrato in Italia, col suo sogno americano andato in pezzi, si ritrova completamente solo in quello che definisce “un altro pianeta”, un piccolo Paese immobile senza opportunità. Nello scenario desolante in cui vive ai margini dell’autostrada, Tony indossa ancora il suo cappello da cowboy e non sembra proprio disposto ad arrendersi…

Alla mia piccola Sama

Alla mia piccola Sama

di Waad al-Khateab e Edward Watts

European Film Awards 2019 – Premio Miglior Documentario

Nomination all’Oscar come Miglior Documentario

Anno: 2019

Paese: Gran Bretagna

Durata: 100’

Alla mia piccola Sama è un viaggio intimo nell’esperienza femminile della guerra, una lettera d’amore di una giovane madre a sua figlia. Il film racconta la storia di Waad al-Kateab attraverso gli anni della rivolta di Aleppo, in Siria, quando si innamora, si sposa e dà alla luce Sama, il tutto mentre intorno esplode il conflitto. La sua camera raccoglie storie incredibili di perdita, risate e sopravvivenza mentre Waad si chiede se fuggire o meno dalla città per proteggere la vita di sua figlia, in un momento in cui partire significa abbandonare la lotta per la libertà per la quale ha già sacrificato così tanto.

Note di regia

“Questo non è solo un film per me, è la mia vita. Ho iniziato a raccontare la mia storia personale senza avere un piano, solo filmando le proteste in Siria sul mio cellulare, come facevano tanti altri attivisti. Non avrei mai immaginato dove mi avrebbe portato il mio viaggio. Vivevamo un mix di emozioni: felicità, perdita, amore – e l’orrore i crimini commessi dal regime di Assad contro innocenti che neanche potevamo immaginare. Fin dall’inizio ho capito che ero più affascinata dal catturare storie di vita e umanità, piuttosto che concentrarmi sulla morte e la distruzione. E come donna nella parte conservatrice di Aleppo, sono stata in grado di accedere alle esperienze di donne e bambini, tradizionalmente vietate agli uomini. Questo mi ha permesso di mostrare la realtà invisibile dei siriani, cercando di vivere una vita normale in mezzo alla nostra battaglia per la libertà. Allo stesso tempo, ho continuato a vivere la mia vita. Mi sono sposata e ho avuto una figlia. Mi sono ritrovata a cercare di bilanciare diversi ruoli: Waad madre, attivista, giornalista, cittadina e regista”.

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dalle 20:00 alle 24:00 mercoledì 30 dicembre