Diciannove

Diciannove

Diciannove

di Giovanni Tortorici

Festival: Venezia 81 - Selezione Ufficiale (Orizzonti), Toronto International Film Festival

Anno: 20234

Paese: Italia

Durata: 109'

Genere: Fiction

Palermo, 2015. Leonardo, 19 anni, lascia la città natale per raggiungere la sorella a Londra e iniziare gli studi di Business. Tuttavia, l’entusiasmo iniziale presto svanisce. Inquieto, si iscrive d’impulso all’Università di Siena per studiare letteratura. Ma anche qui, molla il corso e decide di immergersi da solo nello studio dei testi di “bella lingua” italiani.
Sarà un anno accademico di solitudine, sporadica e strana socialità e confronti generazionali.
Un anno dopo, Leonardo è a Torino, dove incontra un uomo, semi-conoscente di famiglia, con cui avrà un confronto più diretto del solito.

Note di regia: 

Il film è un’indagine su un ragazzo di 19 anni e un’analisi
del suo vivere e del suo essere studente. Leonardo viene inizialmente presentato come un ragazzo a volte goffo ma seguace di un vivere conformista. A mano a mano che la storia si sviluppa,
emerge la sua natura asociale e nevrotica sublimata nell’ossessione di una rigida idea di letteratura e d’essere scrittore».

L’ultima isola

L’ultima isola

L'ultima isola

di Davide Lomma

Festival: Biografilm - Audience Award Contemporary Lives

Anno: 2024

Paese: Italia

Durata: 74'

Genere: Documentario

Otto amici hanno ciascuno una piccola atti vità commerciale su Via Roma, la via princi pale di Lampedusa. A mezzanotte, terminato il lavoro, escono per fare un’uscita notturna in barca. Si addormentano ma alle prime luci dell’alba si svegliano perché sentono vùciare. Sembrano versi di gabbiani. Qualcuno insiste che i suoni sono strani. Accendono i motori e iniziano a navigare. Quel giorno era il 3 ottobre 2013, e sarebbe passato alla storia come una delle più grandi tragedie nel mar Mediterraneo del nostro se colo. Sarà questo gruppo di amici a dare per primo l’allarme, ritrovandosi da soli con oltre trecento persone in mare. La storia di quella drammatica vicenda si in treccia con un’amicizia viscerale che ha unito per sempre i protagonisti di quella notte, che riuscirono a salvare 47 persone su una picco la barca di nove metri. 

Note di regia: 

La sera del 3 ottobre 2017 mi sono ritrovato per caso a Lampedusa ad una cena con 8 persone dell’isola, più un gruppo di ragazzi di colore, che non conoscevo. Nel corso della serata mi hanno raccon tato la storia di quello che era accaduto quattro anni prima, e ho capito che i ra gazzi di colore erano alcuni di quelli che erano stati salvati dalla morte in mare. Ogni tanto venivano fatti dei brindisi: «Al quarto anno della nuova vita!». Infatti quella notte ha segnato uno spar tiacque per tutti, per chi è stato salvato, e per chi si è ritrovato a salvare. Da quel giorno ho sentito il dovere e la responsabilità di raccontare la storia del 3 ottobre. Questo documentario na sce da sei anni di ricerca e riprese ac canto a questo gruppo di amici che ha vissuto un’esperienza così eccezionale.

Fiume o Morte!

Fiume o Morte!

Fiume o morte!

di Igor Bezinović

Festival: Rotterdam International Film Festival (Tiger Award, Fipresci Prize), San Sebastián International Film Festival, European Film Awards (shortlisted), Candidato al Premio Oscar come Miglior Film Internazionale dalla Croazia

Anno: 2025

Paese: Italia

Durata: 112'

Genere: Docu/Fiction

Le voci dei residenti della Fiume contemporanea ci conducono attraverso uno degli eventi storici più interessanti del Novecento: i 16 mesi dell’occupazione della città da parte del poeta Gabriele D’Annunzio e dei suoi legionari. Oggi i suoi abitanti raccontano, ricostruiscono e reinterpretano questa singolare storia in un viaggio cinematografico pieno di energia e fieramente punk.

Note di regia: 

Realizzando questo film volevo conoscere meglio il passato del
la mia città natale, Rijeka/Fiume, ma anche comprendere il suo stato attuale da una nuova prospettiva. Durante questo percorso, ho incontrato centinaia di concittadini che hanno voluto partecipare al film, ho conosciuto autisti, politici, netturbini, archivisti, cuochi, musicisti, professori e camerieri, ognuno con idee su come avrebbe dovuto essere questo film. Oltre a incontrare
nuove persone, ho letto migliaia di pagine su D’Annunzio a Fiume e, facendo ciò, non ho solo raccolto fatti, ma ho anche
formato le mie idee politiche. In un saggio del 1960, Pier Paolo Pasolini definì l’occupazione di Fiume da parte di D’Annunzio una «pagliacciata narcisistica»: D’Annunzio vedeva Fiume come un terreno di gioco personale, un luogo dove poteva sperimentare e mettere in pratica tutto ciò che gli veniva in mente.
Con questo film ho voluto mantenere l’idea di D’Annunzio di Fiume come un terreno di gioco, ma questa volta sono i cittadini di Rijeka a giocare.

Nonostante le cicatrici (Despite the scars)

Nonostante le cicatrici (Despite the scars)

Nonostante le cicatrici (Despite the scars)

di Felix Rier

Festival: Biografilm 2025 (Premio UCCA, Miglior Doc Biografilm Italia).

Anno: 2025

Paese: Italia

Durata: 72'

Genere: Docu/Fiction

Dopo il trauma di uno stupro di gruppo, la gio vane danzatrice Thea intraprende un profondo percorso di guarigione. Attraverso la coreografia affronta passo dopo passo il suo dolore, trasfor mando gradualmente la sua vulnerabilità in una forza silenziosa ma determinata. Con il sostegno incrollabile del suo compagno, Thea scopre uno spazio sicuro per ricomporre il suo mondo fran tumato. La nascita del figlio Monan ridefinisce ulteriormente il suo rapporto con il corpo e con sè stessa. Seguiamo le lotte più intime di Thea attraverso i suoi diari video personali, intrecciati con lo sguardo empatico del suo amico d’infan zia, il regista Felix, che porta alla luce gli strati inespressi del suo processo di guarigione. No nostante le cicatrici sottolinea la responsabilità collettiva che tutti condividiamo nel sostenere chi ha vissuto un trauma, ricordandoci il ruolo vitale dell’empatia, della dignità e dell’amore nei mo menti di oscurità.

Note di regia: 

Thea e io condividiamo una stretta amicizia, che risale alla nostra infanzia nelle Alpi italiane. È stata anche il mio primo grande amore. Anni dopo, ci siamo ritrovati entrambi a vivere a Berlino. Poco prima che lasciassi la città, Thea ha dovuto annullare il nostro caffè d’addio, spiegandomi che era in ospedale. Lì mi ha raccontato della presa in ostaggio, della droga e dello stupro. Quel momento è stato profondamente sconvolgente per entrambi, ma ciò che deve aver provato dentro di sé rimane al di là della mia comprensione. Spinto dal senso di colpa, ho girato un cortometraggio che riflette sulla responsabilità morale e sulla vergogna che ho provato come uomo. Thea, commossa dal film, mi ha invitato a creare un progetto più ampio per condividere la sua storia. Nonostante le cicatrici si concentra sulla resilienza e la lotta per una vita migliore, è la prova che anche dopo i momenti più bui possono prevalere la forza, la dignità e la speranza.

Quir – a Palermo love story

Quir – a Palermo love story

Quir - a Palermo love story

di Nicola Bellucci

Festival: Rotterdam International Film Festival (Tiger Award, Fipresci Prize), San Sebastián International Film Festival, European Film Awards (shortlisted), Candidato al Premio Oscar come Miglior Film Internazionale dalla Croazia

Anno: 2024

Paese: Italia

Durata: 106'

Genere: Documentario

A Palermo c’è un negozio diverso da tutti gli altri che si chiama Quir, un luogo d’amore che sfida ogni convenzione. I proprietari sono Mas simo e Gino, insieme da 42 anni, forse la cop pia queer più longeva d’Italia. Il loro piccolo negozio di pelletteria dove si ac coglie, si confessa e si cura è diventato un im portante punto d’incontro della locale scena LGBTQI+ che lotta per i propri diritti in una Si cilia ancora roccaforte della cultura patriarcale.

Note di regia: 

È iniziato tutto per caso, pas sando un giorno davanti al Quir. Ben presto ho capito che quello che doveva essere un nego zio dove si vendono borse e altri og getti di cuoio in realtà era una specie di confessionale, o un pronto soccorso per anime in cerca di aiuto. Ho cercato di pormi di fronte a queste vite seguen do la lezione per cui non si tratta mai di riprodurre la realtà cosi come è, o di piegarla a una concezione ideologica precostituita, ma di filtrarla attraver so il prisma della coscienza (…) Come giustamente fa notare Paul Pre ciado, si tratta di evitare «uno sguar do che uccide» che lui definisce «ne cropolitico», che è quello che spesso si usa nella rappresentazione cinemato grafica del mondo Queer. Io spero di essere riuscito a traspor tare nel mio film la gioia attiva, che emana da ognuno dei corpi che attra versano il Quir.

San Damiano

San Damiano

San Damiano

di Gregorio Sassoli e Alejandro Cifuentes

Festival: Festa del Cinema di Roma.

Anno: 2024

Paese: Italia

Durata: 86'

Genere: Documentario

In fuga dai fantasmi del passato, Damian, un polacco di 35 anni, decide di trasferirsi a Roma per ricostruire la sua esistenza.
Arrivato alla Stazione Termini senza un centesimo, sognando di diventare un cantante e assetato di amore, Damian si abbandona a Sofia, una senzatetto forte e carismatica che lo affascina.
La loro storia d’amore divampa in mezzo al turbolento sfondo di Termini, catapultando Damian nel mondo capovolto di cameratismo e conflitti della comunità emarginata della stazione. Ma con una psiche fragile e vulnerabile, riuscirà davvero a forgiarsi una nuova vita nell’inferno di Termini?

Note di regia: 

Questo documentario è nato da un incontro fortuito che ci ha aperto le porte a un mondo parallelo. Dopo un anno di volontariato distribuendo pasti ai senzatetto con la comunità di Sant’Egidio, una sera, spinti dal desiderio di conoscere più a fondo questa realtà, abbiamo deciso di trascorrere una notte a Termini. Poco prima di coricarci si avvicina un giovane polacco con una curiosa inflessione calabrese, Damian. Affascinati dalla sua personalità carismatica e dalla sua energia contagiosa, abbiamo intrapreso un viaggio nella sua vita che si è rivelato emozionante e complesso. Ci siamo avventurati tra i suoi sogni di gloria come cantante e la cruda realtà della vita di strada, tra l’alcolismo e la costante lotta per la sopravvivenza. Per due anni abbiamo frequentato quotidianamente la stazione di Termini e ci siamo addentrati in modo profondo nel mondo dei senzatetto che popolano i dintorni della stazione. Il documentario nasce da questa consapevolezza: dare un volto umano a chi è stato reso invisibile, attra verso un racconto crudo e autentico che invita a riflettere sulla nostra comunanza e sulla necessità di vedere e ascoltare.

Luce

Luce

Luce

di Silvia Luzi e Luce Bellino

Festival: Locarno Film Festival, Festa del Cinema di Roma (“Alice nella Città”).

Anno: 2023

Paese: Italia

Durata: 95'

Genere: Fiction

Siamo a Solofra, in provincia di Avellino, ma
potremmo essere ovunque. Una giovane donna lavora in una fabbrica di pelli destinate
all’alta moda. Nella catena di montaggio subisce lo sfruttamento e le umiliazioni di chi sta in fondo alla scala sociale. Nella vita privata vive sola col suo gatto, ama ballare alle feste, ha dei parenti, un ammiratore che non le piace e una grande forza di volontà.
Ci sono un drone, un cellulare “galeotto”, e c’è un uomo, o meglio la sua voce, con cui inizia una serie di misteriose conversazioni. Forse un padre da lungo tempo assente, forse in carcere.

Note di regia: 

In LUCE siamo tornati a temi a noi cari come la famiglia e il lavoro, provando a non tradire il nostro pensiero sulla realtà e sull’immagine, le nostre convinzioni sui fragili confini tra vero e falso. Volevamo continuare a raccontare il rapporto con il potere, che sia padre o padrone, quel potere che quando è famiglia ti schiaccia e quando è lavoro ti aliena. Abbiamo provato a farlo attraverso il tumulto di una giovane donna in un contesto che la vuole operaia, ignorante, sottoposta, e che la induce a una scelta malsana alla ricerca di un’assenza e di una voce che diventano vita parallela. Forse inventata, o forse più vera del vero. Il metodo di lavorazione è quello che amiamo: una sceneggiatura riscritta giorno per giorno, luoghi veri, persone reali, riprese in sequenza, una recitazione che non è più finzione ma messa in scena di sè stessi. LUCE è per noi una storia di pelle, di voci e fatica, dove tutto è reale ma non tutto è vero.

GEN_

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di Gianluca Matarrese

Festival: Sundance (Official Selection)

Anno: 2024

Paese: Italia /Francia/Svizzera

Durata: 104'

Genere: Documentario

All’ospedale pubblico Niguarda di Milano, il dottor Maurizio Bini ha una missione non convenzionale: trasformare vite attraverso la fertilità e l’affermazione di genere. Bilanciando i sogni di aspiranti genitori con i percorsi di chi cerca di riconciliarsi con la propria identità di genere, crea uno spazio di accoglienza e autodeterminazione, dove l’u morismo spesso alleggerisce anche i momenti più difficili. In un contesto politico che mette alla prova l’etica medica, Bini sfida i vincoli imposti dal la società per offrire speranza, umanità e cura, facendo la differenza con competenza e cuore.

Note di regia: 

Realizzando questo film volevo conoscere meglio il passato del
la mia città natale, Rijeka/Fiume, ma anche comprendere il suo stato attuale da una nuova prospettiva. Durante questo percorso, ho incontrato centinaia di concittadini che hanno voluto partecipare al film, ho conosciuto autisti, politici, netturbini, archivisti, cuochi, musicisti, professori e camerieri, ognuno con idee su come avrebbe dovuto essere questo film. Oltre a incontrare
nuove persone, ho letto migliaia di pagine su D’Annunzio a Fiume e, facendo ciò, non ho solo raccolto fatti, ma ho anche
formato le mie idee politiche. In un saggio del 1960, Pier Paolo Pasolini definì l’occupazione di Fiume da parte di D’Annunzio una «pagliacciata narcisistica»: D’Annunzio vedeva Fiume come un terreno di gioco personale, un luogo dove poteva sperimentare e mettere in pratica tutto ciò che gli veniva in mente.
Con questo film ho voluto mantenere l’idea di D’Annunzio di Fiume come un terreno di gioco, ma questa volta sono i cittadini di Rijeka a giocare.

Elvira Notari – Oltre il silenzio

Elvira Notari – Oltre il silenzio

Elvira Notari - Oltre il silenzio

di Valerio Ciriaci

Festival: Venezia 82 – Selezione Ufficiale (Venezia Classici)

Anno: 2025

Paese: Italia /USA

Durata: 90'

Genere: Documentario

Il documentario racconta la storia della prima regista italiana e del lungo percorso che l’ha riportata alla luce dopo decenni di oblio. Protagonista dell’età d’oro del muto napoletano, Elvira Notari realizzò circa ses santa lungometraggi che, intrecciando cul tura popolare e uno sguardo autentico sulla vita della città, conquistarono il pubblico da Napoli alle Little Italies negli Stati Uniti. Con l’avvento del sonoro e colpita dalla cen sura fascista, abbandonò il cinema nel 1930. La sua opera cadde nel silenzio e gran parte dei suoi film andò perduta. Oggi, a 150 anni dalla nascita, Elvira Notari torna al centro della scena grazie al lavoro di studiosi e artiste che ne recuperano l’eredità e la reinterpretano attraverso la creazione di nuove opere.

Note di regia: 

Sin dall’inizio, ciò che più mi ha colpito dell’eredità di Elvira No tari sono stati i silenzi che cir condano la sua storia. Oltre ai tre film superstiti e a frammenti sparsi, non re sta quasi nessuna testimonianza diret ta: nessuna lettera, nessun diario, solo alcune fotografie sfuggenti attraverso cui provare a intravedere la donna die tro l’artista e l’imprenditrice. Eppure, la riscoperta della sua opera, iniziata negli anni Settanta in ambito accademico, è cresciuta fino a diven tare una più ampia rivalutazione della sua importanza storica e artistica. Il nostro film nasce con la speranza di restituire a Elvira Notari il riconosci mento che merita e che le è stato negato troppo a lungo.

Cumpartia

Cumpartia

Cumpartia

di Daniele Gaglianone

Festival: Festival dei Popoli

Anno: 2025

Paese: Italia

Durata: 70'

Genere: Documentario

Dopo tre anni di lontananza, Ivan ritorna a casa, nel Sulcis in Sardegna, dopo aver lavo rato in Francia come viticoltore, per fare il vino con i genitori nella loro piccola azienda. Il suo ritorno a casa è un viaggio interiore, sospeso e rarefatto, dove le persone e le cose lasciate nel passato e ritrovate nel presente si incontrano nella dimensione emotiva e soli taria del protagonista. Si tratta di una rifles sione sul rapporto con le proprie radici, sul rapporto fra generazioni, su cosa significa essere figli e su come si vedono i padri e le madri tra malinconie del passato e l’energia necessaria ad affrontare il presente.

Note di regia: 

La mia sensazione è che Cu mpartia rappresenti un momento di transizione nel mio percorso cinematografico. Forse perché è un film che racconta un passaggio di vita importante per il protagonista che si trova in bilico fra le intenzioni ancora vive del passato e l’energia di nuove prospettive. È un film minimale che tratta di cose primarie ed essenziali: confrontar si con le proprie radici. Chiedersi che cos’è la terra e quale senso si nasconde dietro ad un albero che cresce. Un film sulla solitudine, sulla malinconia e sul la gioia necessaria della condivisione, nata proprio dall’incontro inaspettato con un gruppo di amici vecchi e nuovi che mi ha fatto sentire almeno per una volta ancora la bellezza e il privilegio di raccontare una storia.