Via Emilia Doc Fest 2022

Modena Viaemili@docfest 2022

XIII Edizione - 10 | 13 novembre 2022

Torna il Modena Viaemili@docfest, dal 10 al 13 novembre 2022 al Cinema Astra di Modena, con il meglio del cinema documentario, registe e registi in sala, tanti appuntamenti speciali e collaborazioni con alcuni dei festival più interessanti della provincia: da Màt – Settimana della Salute Mentale, matite fino al Future Film Festival.

QUI il programma del Festival.

Il Modena Viaemili@docfest è a cura di Arci Modena, Comune di Modena, Regione Emilia Romagna, Emilia Romagna Film Commission, Ucca, Ennesimo Film Festival, Natura Fragile e con il supporto della Fondazione di Modena.

 

Lucca Film Festival

Lucca Film Festival

Lucca Film Festival

23 settembre - 2 ottobre 2022

Si tiene a Lucca, dal 23 settembre al 2 ottobre 2022, il Lucca Film Festival, uno degli eventi di punta del panorama culturale italiano, realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Un festival che prevede la presenza di grandi artisti del cinema, con Premi alla Carriera e Omaggi, proiezioni e masterclass. Per il primo anno, sarà consegnato il Premio Dante Alighieri Cinema Award. Un premio nato nel 2021 in occasione del 700° anniversario dalla morte del Sommo Poeta. Il premio sarà assegnato a un artista che riflette nella sua produzione delle scelte particolari volte ad aumentare la consapevolezza sociale e pubblica su molteplici questioni e ad accendere l’immaginazione del pubblico, ma che al contempo si immerga in modo peculiare nelle componenti dello sviluppo di un film e supporti l’ecosistema che circonda la sua creazione e cultura. Un artista che, insomma, rappresenti quindi l’eccellenza nelle arti. Il  Premio Dante Alighieri Cinema Award 2022 sarà assegnato a Peter Greenaway. Il regista, sceneggiatore, montatore, pittore e scrittore gallese sarà protagonista di un incontro d’eccezione, domenica 2 ottobre, coordinato da Cristina Puccinelli che verterà sul suo progetto di girare il suo prossimo film a Lucca. L’incontro sarà seguito dalla proiezione de “I misteri del giardino di Compton House”, restaurato e proiettato a alla recente Mostra del Cinema di Venezia. Sarà anche proiettato il documentario  “The Peter  Greenaway alphabet” diretto dalla moglie, la regista Saskia Boddeke, ospite anch’essa del festival.
 
Oltre a Greenaway, tanti ospiti internazionali animeranno le giornate del festival. Tra questi, il regista, sceneggiatore, montatore e produttore argentino Gaspar Noé. Il regista di film quali Irréversible, Enter the Void e Love sarà protagonista di una retrospettiva dei suoi lungometraggi, curata dal giornalista Paolo Zelati e da Stefano Giorgi, della direzione-artisti del festival, in varie location della città e di una Masterclass, il prossimo 24 settembre al Cinema Astra, moderata da Paolo Zelati, seguita dalla consegna del Premio alla Carriera a lui dedicato. Altro ospite d’eccezione, il regista e sceneggiatore Paolo Virzì, che riceverà il Premio alla Carriera, così come il regista e sceneggiatore Premio Oscar Giuseppe Tornatore, che sarà protagonista di una serata organizzata da Cristina Puccinelli, con un incontro dedicato a Ennio Morricone (che ha diretto il  suo ultimo concerto proprio a Lucca). Per l’occasione suoneranno alcuni elementi dell’Orchestra del Conservatorio Boccherini e, a seguire, la proiezione del documentario “Ennio”.
 
I concorsi, come di consueto, si dividono in lungometraggi e cortometraggi. Entrambe le sezioni avranno 4 giurie: una giuria di professionisti internazionali dell’audiovisivo (che assegnerà per entrambe un premio di 3mila euro al miglior film), una giuria popolare, una giuria universitaria e una giuria stampa. Tra le novità introdotte lo scorso anno, la giuria stampa, formata da esperti del mondo della stampa e della comunicazione, che avrà il compito di assegnare il premio “Marcello Petrozziello”, dedicato al noto giornalista lucchese scomparso e grande comunicatore, coordinatore dell’Ufficio Stampa e relazioni esterne di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Tra le anteprime, la proiezione coordinata da Cristina Puccinelli, del lungometraggio “Spaccaossa” di Vincenzo Pirrotta, distribuito da Luce Cinecittà, che vedrà ospite in sala Salvo Ficarra.
 
Dodici i lungometraggi in concorso selezionati da Stefano Giorgi e Martino Martinelli, tutti in anteprima italiana. Una selezione che coinvolge 13 nazioni produttrici, per 7 opere prime, che abbracciano una molteplicità di generi, linguaggi e contenuti, puntando come ogni anno a valorizzare le opere dei nuovi talenti internazionali del mondo del cinema. Il Premio come Miglior Film, del valore di 3mila euro verrà conferito da una giuria composta da: Lina Nerli Taviani, Claudio Cupellini, David Riondino e Andrea Sartoretti.
Film provenienti dai festival internazionali più importanti, da Cannes al Sundance, passando per Berlino, Rotterdam, Slamdance, Karlovy Vary e molti altri, ma con un occhio sempre attento anche alle produzioni più indipendenti. Dal canadese Tenzin di Joshua Reichman e Michael LeBlanc all’argentino Seven Dogs di Rodrigo Guerrero, passando per il russo White Whale di Tatiana Fedorovskaya allo statunitense Hannah ha ha, girato a quattro mani da Jordan Tetewsky e Joshua Pikovksy, al francese Tropic of Violence, esordio alla regia di Manuel Schapira, che sarà ospite del festival, passando per il franco-messicano Dos Estaciones di Juan Pablo González, per il messico-argentino Robe of Gems di Natalia López Gallardo, il nippo-francese Yamabuki, di Juichiro Yamasaki, quindi Maya Nilo (Laura), produzione da Svezia, Belgio e Finlandia diretto da Lovisa Sirén, il portoghese Remains of the Wind  di Tiago Guedes – che sarà ospite del festival , il norvegese Sick of myself di Kristoffer Borgli e il ceco Borders of love di Tomasz Wiński.
 
La Sezione “Lucca Effetto Cinema”, con la direzione artistica di Irene Passaglia e Cristina Puccinelli, racchiude tutti gli eventi performativi e presenta, come ogni anno, una speciale serata dove vengono coinvolte decine di compagnie di teatro e di danza, ognuna delle quali produce una performance in omaggio ad un film in abbinamento ad un locale pubblico del centro storico. La prima notte della sezione, dopo due anni di pandemia avrà luogo l’1 ottobre. La giuria dell’edizione 2022  assegnerà il premio Miglior performance e all’artista vincitore sarà corrisposto un premio di 500 euro, seguirà poi il premio come Miglior Scenografia dedicata ai pubblici esercizi. In questa edizione saranno coinvolti anche i negozianti del centro storico, in collaborazione con Confcommercio di Lucca, Massa e Carrara, già pronti ad accogliere un’interessante iniziativa: nelle settimane precedenti all’inizio dell’evento del Lucca Film Festival, all’interno dei negozi che prendono parte all’iniziativa, i clienti potranno trovare un qr code con cui iscriversi per partecipare al contest, che prevede come premi: l’aperitivo con guest star, la partecipazione gratuita al corso di Storia del Cinema online, tenuto dal docente Nicola Borrelli e il catalogo del Lucca Film Festival 2022. Il vincitore permetterà al proprio negoziante di fiducia, di ottenere a sua volta, il premio vinto.

Quindi, i film presentati nella sezione ‘Fuori Concorso’. In anteprima italiana i ritmi di Cuba risuonano in ‘Soy Cubana’, diretto a quattro mani da Jeremy Ungar e Ivaylo Getov, che racconta dell’ensemble femminile a cappella Le Vocal Vidas, proveniente da Santiago de Cuba, la culla della musica afrocubana. Nel 2017 vengono invitate a esibirsi per la prima volta negli Stati Uniti, proprio quando le relazioni diplomatiche tra quest’ultimi e Cuba iniziano a concludersi. Sulla strada verso Los Angeles, cantando in ristoranti e jazz club e preparandosi per il loro più grande concerto di sempre, di fronte a 4mila persone, il viaggio assume le sembianze di una storia tra due culture, geograficamente vicine, ma ideologicamente diverse, che cominciano a riconnettersi di fronte all’incertezza internazionale. L’Italia è presente con la commedia ‘Tutti a bordo’, diretta da Luca Miniero, ospite del festival, interpretata da Stefano Fresi, Giovanni Storti e Carlo Buccirosso, distribuita  nelle sale da Medusa. Quindi, altra anteprima italiana, ‘Une femme du monde’, distribuito da I Wonder Pictures, scritto e diretto da Cécile Ducrocq, con Laure Calamy, nei panni di una donna indipendente e militante e della sua lotta per vivere, crescendo da sola un figlio.
 
Tra le novità dallo scorso anno del concorso di cortometraggi, storica competizione, da sempre anima del festival, la possibilità di vedere le opere da tutto il mondo sulla piattaforma Festival Scope. Tutti i corti, selezionati da Rachele Pollastrini, Laura Da Prato e Dario Ricci, saranno proiettati in sala fisica e in sala virtuale, accessibili gratuitamente al pubblico di tutto il mondo. Numerose le tematiche toccate dai lavori presentati. Se in concorso si toccano le tematiche geopolitiche (l’ucraino K-Saram: Tale of the Pig Head e lo statunitense We Had Each Other), l’evoluzione digitale (Entrance and Exit of Mascha B. e Relativity); i mondi e le società ai margini nel contemporaneo (Hunters, The Captured, The Familiar, The Heart of Shelley, When the rain sets in), la liminalità delle esistenze, raccontate attraverso la sperimentazione artistica (Currents/Perpendicolare Avanti, Dafne is Gone, Lettera a Lia). Nel fuori concorso sono i temi delle famiglie con il loro disgregarsi e le varie disfunzionalità (Greenhouse, Night, Pappo e Bucci, Sissy), ma anche la reiterazione del tempo nella Storia e nel quotidiano (Le buone maniere, Rivolta e Malinconia, The Wet Nurse, Mille Cipressi). Tra i cortometraggi che saranno presentati in concorso, l’anteprima italiana di ‘When the rain sets in’ del regista inglese James Hughes – che sarà ospite del festival – interpretato da Toby Sebastian e Florence Howard e con le musiche di Jean-Pascal Beintus. La storia di una coppia che dopo sei mesi di romantica storia d’amore si trova di fronte al bivio di una possibile separazione. Tra le opere fuori concorso, invece, l’italiano ‘Sissy’ di Eitan Pitigliani, interpretato da Vincenzo Vivenzio, Dea Lanzaro, Fortunato Cerlino e Mirella D’Angelo. La storia di un amore profondissimo, di un figlio verso la madre.
 
La Sezione “Educational”, coordinata da Leonardo Galeassi, è pensata nello specifico per le scuole secondarie di primo e secondo grado e comprende una serie di iniziative quali masterclass, incontri con registe e registi, attrici e attori, proiezioni di film e documentari con un programma ad hoc dedicato agli studenti. Con il progetto “Linguaggi e pratica del cinema e dell’audiovisivo per la scuola” si realizza concretamente il rapporto tra cinema e scuola attraverso una serie di eventi, proiezioni e dibattiti: la masterclass con Studio Azzurro, pionieri della videoarte in Italia, con la presenza  di Fabio Cirifino e Laura Marcolini, presentata da Maurizio Marco Tozzi e Alessandro Romanini e la masterclass con Alessandro Ludovico, direttore di Neural, entrambe organizzate in collaborazione con il Festival Over the Real; la proiezione e il dibattito del film Acqua e anice di Corrado Ceron, interpretato da Stefania Sandrelli, coordinato da Cristina Puccinelli; l’evento Poesia e nuovi media, performance teatrale e proiezione della web serie Pascoli contemporaneo; la proiezione e il dibattito del documentario Tintoretto – L’artista che uccise la pittura di Erminio Perocco; la proiezione e l’incontro con il cast di Quel genio del mio amico di Alessandro Sarti che celebra la figura di Leonardo da Vinci in chiave comica; la proiezione dell’opera prima La Timidezza delle chiome di Valentina Bertani e, infine, la proiezione e il dibattito di Siccità, distribuito da Vision Distribution, ultimo film di Paolo Virzì, entrambi recentemente presentati alla Mostra del Cinema di Venezia.

La Sezione “Film For Our Future e la Foresta del Lucca Film Festival”, frutto della rinnovata collaborazione con i festival europei e al contempo con la rete EURASF. Per la prima volta il Lucca Film Festival ha realizzato un nuovo concorso di cortometraggi internazionali – coordinato da Dario Ricci e Leonardo Galeassi – legati alle tematiche della protezione e valorizzazione dell’ambiente. La giuria composta dai membri di tutti gli altri festival della rete valuterà le opere e assegnerà al migliore un premio di 500 euro. Il festival e il Comune di Lucca stanno lavorando alla scrittura di un protocollo d’intesa che sarà annunciato entro la fine della manifestazione con apposita comunicazione e che prevede un progetto di piantumazione di circa 100 alberi da realizzare a partire dal 2023 e che permetterà di compensare completamente le emissioni di CO2 prodotte dal festival.
 
Il festival prevede quindi il Premio Donne all’Ultimo Grido, coordinato dall’Associazione Donne all’Ultimo. La cerimonia di premiazione, che avverrà durante una delle giornate della manifestazione, sarà preceduta da una conversazione pubblica con l’ospite.
 
La Sezione “Over The Real” presenta le più significative linee di ricerca emerse negli ultimi anni nel panorama internazionale delle arti audiovisive e delle performance intermediali con circa sessanta opere di artisti provenienti da tutto il mondo, in anteprima italiana e mondiale. La rassegna prevede due focus speciali dedicati a una selezione di artisti dell’Ucraina e dell’Africa. L’edizione 2022 si caratterizzerà dagli incontri con Studio Azzurro e Alessandro Ludovico, fondatore di Neural. La sezione viene integrata da una serie di performance che andranno in scena all’interno di Lucca Effetto Notte 2022, che si terrà la sera del 1 ottobre nel corso della quale Over The Real presenterà una multimedia live performance incentrata sull’incontro di musica sperimentale, videoarte e installazioni audio-video interattive con le esibizioni musicali live di Alberto Papotto aka Sysiphus e Marco uBIK Bonini immersa negli ambienti scenici audiovisivi di Lino Strangis, a cura di Veronica D’Auria (C.A.R.M.A. Roma). Un evento da non perdere per immergersi nella ricerca e nella sperimentazione multimediale dell’arte contemporanea a 360 gradi. Appuntamento alle ore 21,30 presso la Biblioteca Civica Agorà.
Per la Sezione “Mostre” il Lucca Film Festival propone – presso palazzo Pfanner a Lucca – la mostra del pittore pisano Marcello Scarselli, dal titolo ‘Good Morning Taviani’, dedicata al cinema dei Fratelli Taviani. Per l’occasione sarà ospite Paolo Taviani, già al festival nel 2007 e nel 2019, quando fu premiato per mano di Alfonso Cuaron con la Medaglia Fellini dell’Unesco.
 
La Sezione “Cinema Arte&Musica”, dedicata alle relazioni del cinema con le arti visive e la musica, prevede un programma dedicato alle produzioni documentarie di alto profilo, sia storiche che recenti. Tra le proiezioni, una selezione di documentari realizzati da Luciano Emmer: Isole nella Laguna, I disastri della Guerra, I fratelli Miracolosi, Le carceri d’invenzione, Leonardo Da Vinci, Incontrare Picasso. Quindi una sezione dedicata ai critofilm di Carlo Ludovico Ragghianti, tra cui: Michelangelo, Deposizione di Raffaello, L’arte di Rosai. Da segnalare la presentazione del documentario “Disco Ruin. 40 Anni di Club Culture Italiana”, diretto da Lisa Bosi e Francesca Zerbetto.

Per la Sezione “Il cinema in gioco”, l’incontro “Il (video)gioco del teatro?”: il giocatore come attore nello spazio elettronico, occupante un corpo altro di numeri e al tempo stesso occupato perché chi gioca muove i fili di una (super)marionetta e al contempo è burattino di un programma che muove i suoi sensi e altera le sue emozioni. Attraverso una lunga e varia serie di immagini vedremo come i videogiochi hanno trattato e trasformato lo spazio e il testo teatrale, ma soprattutto come ci trasformano in attori nei loro innumerevoli palcoscenici. A cura di Federico Ercole (il manifesto, Dagospia) e Matteo Lupetti (Art Tribune, il manifesto)
 
La Sezione “Focus”, è invece dedicata a produzioni in via di sviluppo o realizzate con forte valore territoriale, attraverso la proiezione di film, trailer, teaser, materiali di studio e di produzione di progetti audiovisivi legati alla Toscana e in particolare alla provincia di Lucca. Nella sezione cverrà presentato il lungometraggio documentario “No Tenemos Miedo” diretto dal regista lucchese Manuele Franceschini sui movimenti di ribellioni cileni nati a partire dal 2019 a seguito dell’aumento dei prezzi dei trasporti pubblici. e il cortometraggio documentario in anteprima assoluta “Vivere Arte” diretto da Leonardo Petrucci e scritto dal regista con Martino Martinelli: un viaggio alla scoperta del modo di vedere e vivere l’arte, attraverso il racconto di quattro artisti di generazioni diverse, nati e cresciuti a Viareggio: Giorgio Michetti, Giampaolo Simi, Gabriele Libero Balderi e Anita Bertuccelli.
 
“Dal 2013 sosteniamo come main sponsor il Lucca Film Festival –  sottolinea Marcello Bertocchini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Luccache riteniamo sia uno degli eventi più importanti nel panorama culturale italiano. Un festival che è riuscito a mantenere la propria continuità adattandosi, rimodulandosi e cogliendo l’opportunità laddove altri avrebbero intravisto la sola difficoltà, anche durante e dopo la Pandemia. Da appassionato di cinema sono curioso di assistere a un concorso con pellicole importanti e di qualità, da presidente della Fondazione Cassa di Risparmio sono soddisfatto nel vedere il Lucca Film Festival, al pari di altre manifestazioni da noi sostenute, proseguire il suo percorso nello spirito di una ripartenza. Infine, come uomo e come persona, voglio ringraziare gli organizzatori per aver dedicato un premio speciale alla memoria di Marcello Petrozziello, un membro della famiglia della Fondazione che oggi purtroppo non c’è più”.

“Investire sul festival del cinema oltre a confermare l’attenzione della banca alla culturadichiara Paolo Tacchi di Banca Generali Private, dal 2014 tra i sostenitori del festival vuol dire oggi, dopo un periodo così travagliato, valorizzare il territorio che vogliamo torni a un boom di turismo interno in grado di far conoscere e creare indotto a luoghi belli come Lucca e dintorni. Un tassello importante per ripartire con il cinema, con la cultura, con il turismo e fin d’ora grazie agli spettatori che si godranno dal vivo la programmazione del festival”.

“Con il Gruppo Pictet dal 2016 sosteniamo con entusiasmo il Lucca Film Festivaldichiara Giambattista Chiarelli, Head of Institutional del gruppo bancario specializzato nella gestione dei patrimoni e di asset management – Solitamente vicini al mondo della fotografia, grazie al Lucca FF il gruppo allarga i propri orizzonti di sostegno abbracciando il cinema e sostenendo un asset fondamentale per lo sviluppo di una città e un territorio, quello di Lucca, che ci rende orgogliosi nel mondo. Pictet da anni è vicina alla Fondazione CR Lucca, la cui attività di sostegno alle iniziative culturali della provincia gioca un ruolo cruciale per il territorio. Siamo orgogliosi di affiancarla nel supporto al LFF”.

Working Title Film Festival

Working Title Film Festival

Promosso da LIES – laboratorio dell’inchiesta economica e sociale

Working Title Film Festival nasce a Vicenza nel 2016 per dare visibilità alla produzione audiovisiva indipendente che racconta con sguardi e linguaggi originali il mondo del lavoro e i molteplici temi che con esso si intrecciano.

L’obiettivo è dare visibilità alle opere audiovisive ai margini della distribuzione ufficiale e mainstream, al cinema emergente, creando una rete fra filmmaker indipendenti e pubblico.

Il festival vuole portare uno sguardo contemporaneo sui nuovi modelli e condizioni del lavoro, evidenziando non solo gli aspetti negativi, legati alla precarietà, alla frammentazione e alla riduzione dei diritti, ma anche le possibilità creative.

GUARDA QUI

Density of air

Sooin Cho

Sec Rouge

Kate Tessa Lee, Tom Schön

Since we are here

Mercedes Azpilicueta, Jacco van Uden, Céline Berger

Watna

Lorenzo Casali, Micol Roubini

Tick

Fabienne Priess and Levin Tamoj

O último fecha a porta / The last one out turns off the lights

Claire Roggan

Il giardino

Francesca Bertin

“Il cinema che non si vede” torna in Campania per la sua terza edizione

Il cinema che non si vede

Dall’11 al 30 dicembre, 16 appuntamenti sul tema “Sguardi, sogni e ricordi al femminile”

Torna per la terza edizione Il cinema che non si vede, rassegna cinematografica realizzata da Ucca (Unione dei Circoli Cinematografici Arci, associazione nazionale di promozione della cultura cinematografica riconosciuta dal MiC – Ministero della Cultura) con il contributo della Regione e della Film Commission Regione Campania (L. 30/2016), con il supporto di Arci Nazionale e la collaborazione di numerosi partner sparsi tra le province di Avellino, Benevento e Caserta.
 
Dopo l’ultima edizione, quella dello scorso dicembre, che ha dovuto svolgersi interamente online, finalmente si torna nelle sale cinematografiche, con un triplice obiettivo: raggiungere comuni della Campania in cui la presenza di sale e di attività cinematografiche è estremamente ridotta o addirittura assente, presentare opere di qualità di livello internazionale, che hanno trovato poco spazio nelle sale italiane, e contribuire ad alimentare, con una importante offerta culturale, il circuito associativo di Arci e Ucca in Campania, provato da quasi un anno di fermo delle proprie attività.
 
Salerno, Avellino, Battipaglia, Airola, Benevento, Guardia Sanframondi, Contursi Terme sono i 7 comuni nei quali si svolgeranno complessivamente 16 appuntamenti nel mese di dicembre, il cui filo conduttore sarà “Sguardi, sogni e ricordi al femminile”, per consentire la giusta visibilità alle opere di registe donne, in un mondo del cinema ancora dominato dal maschile, e valorizzare la ricchezza artistica offerta dallo sguardo femminile, dopo le recenti affermazioni nelle principali manifestazioni cinematografiche internazionali di autrici come Chloé Zhao, Audrey Dywam, Julia Ducournau.
 
La scelta dei 9 lungometraggi è variegata e propone anche alcune anteprime assolute in Campania, come “Petite Maman” di Céline Sciamma, una riflessione commossa sulla memoria, l’amicizia e la famiglia, e “Il ragazzo più bello del mondo” di Kristina Lindström e Kristian Petri, sulla travagliata storia del protagonista di “Morte a Venezia”, “L’uomo che vendette la sua pelle” di Kaouther Ben Hania, una storia d’amore senza confini, “Non conosci Papicha” di Mounia Meddour Gens, sulla lotta al fondamentalismo islamico nell’Algeria degli anni ’90, “Disco Ruin – 40 anni di club culture italiana” di Lisa Bosi e Francesca Zerbetto, un viaggio nelle storia delle discoteche italiane, “Le sorelle Macaluso” di Emma Dante, una rappresentazione di un nucleo familiare scosso da un’immane tragedia, “Spin Time – Che fatica la democrazia!” di Sabina Guzzanti, un doc sull’esperienza di un palazzo occupato nel centro di Roma, “Punta sacra” di Francesca Mazzoleni, sulla comunità romana dell’idroscalo di Ostia tra il Tevere e il mare, e “Querido Fidel” di Viviana Calò, un racconto napoletano che guarda a Cuba e alla rivoluzione in chiave leggera e nostalgica.
 
Oltre ai lungometraggi, sarà proposta una selezione di 16 cortometraggi di varie autrici, composta con la collaborazione di Lies (Laboratorio dell’inchiesta economica e sociale) e del Working Title Film Festival, che metteranno a disposizione alcune anteprime nazionali incentrate sul mondo del lavoro, e con la rassegna “Go, Girls!” a cura di Maria Pia Santillo, un progetto sul cinema breve d’animazione al femminile con sguardi sull’esperienza intima e interiore di donne e ragazze.
 
«È di altissima qualità la selezione proposta da Ucca nella terza edizione della sua rassegna itinerante “Il Cinema che non si vede” – dichiara Roberto Roversi, presidente nazionale Ucca – Corti e lungometraggi presentati nei principali Festival internazionali, caratterizzati dalla sensibilità dello sguardo femminile, presentati da una ricca rete di associazioni insediate in aree periferiche campane in cui l’offerta cinematografica in presenza è ormai quasi del tutto assente. E, allo stesso tempo, un forte segnale di ripartenza dell’associazionismo culturale e del nuovo e sempre più rilevante ruolo che è destinato ad assumere nella promozione cinematografica di qualità nei prossimi anni».
 
Le proiezioni sono ad ingresso gratuito (unico evento con ingresso a 4 euro al Cinema Partenio). Il 30 dicembre, sul sito di Ucca, ci sarà uno streaming online dei corti del Working Title Film Festival.

I partner coinvolti nell’iniziativa, a cui partecipa anche l’Arci nazionale, sono le associazioni “Zia Lidia Social Club” di Avellino, “Doxa Aps” di Guardia Sanframondi, “Kinetta Spazio Labus” di Benevento, “Textures” di Airola, “Arci Salerno”, “Marea” di Salerno, “Aut Aut” di Battipaglia, “Arci Bandiera Bianca” di Contursi Terme. I luoghi in cui si svolgeranno le proiezioni sono, oltre alle sedi di alcune associazioni, il Cinema Partenio, il Circolo della Stampa e l’Istituto Tecnico Agrario “F. De Sanctis” di Avellino, il Teatro “Il piccolo” di Battipaglia, il Green Pine House di Benevento, il Castello Medievale di Guardia Sanframondi.

 

L’uomo Che Vendette La Sua Pelle

L’uomo Che Vendette La Sua Pelle

di Kaouther Ben Hania

Venezia 77 (Selezione ufficiale – Orizzonti)

Anno: 2020

Paese: Tunisia - Francia – Belgio –Svezia - Germania

Durata: 100’

Sam Ali, un giovane siriano sensibile e impulsivo, fugge dalla guerra lasciando il suo paese per il Libano. Per poter arrivare in Europa e vivere con l’amore della sua vita, accetta di farsi tatuare la schiena da uno degli artisti contemporanei più intriganti e sulfurei del mondo. Trasformando il proprio corpo in una prestigiosa opera d’arte, Sam finisce per rendersi conto che la sua decisione potrebbe non significare la libertà.

Note di regia

“Il progetto è nato dall’incontro di due mondi. Il mondo dell’arte contemporanea, e in particolare l’opera dell’artista belga Wim Delvoye, e il mondo dei rifugiati politici, in particolare i rifugiati siriani che devono combattere con documenti e permessi di soggiorno… Mi sono chiesta: “Cosa accadrebbe se… un artista famoso offrisse a un rifugiato di diventare una sua opera per ottenere la libertà di movimento?” Così è nato il viaggio di Sam Ali: un giovane rifugiato pieno di passione gettato in un mondo cinico. Un uomo normale costretto a un’avventura straordinaria. Il film è anche una storia d’amore in cui il protagonista, separato dalla donna che ama, perde la dignità – e la pelle – per cercare di raggiungerla. E ancora, cosa significa essere liberi quando il gioco è truccato, quando non si ha la possibilità di scegliere? The Man Who Sold His Skin è un’allegoria sulla libertà personale in un sistema iniquo e tratta l’ampio spettro di significati legati ai problemi del nostro mondo reale”.

DOVE VEDERLO

Green Pine House, Benevento - 21 dicembre 2021 - h. 20:30

Disco Ruin

Disco Ruin – 40 Anni Di Club Culture Italiana

di Lisa Bosi, Francesca Zerbetto

Festa del Cinema di Roma

Anno: 2020

Paese: Italia

Durata: 91’

Un viaggio visionario, l’ascesa e il declino dell’Italia del clubbing, raccontati dai protagonisti di questa storia, tra notti in autostrada e afterhours che divorano il giorno.
Quattro generazioni che vogliono essere “messe in lista” per entrare in questi luoghi di aggregazione e di perdizione, dove non conta che cosa fai di giorno, ma solo chi interpreti durante la notte.
Quarant’anni in cui la discoteca ha prodotto cultura, arte, musica e moda.
Questa è la storia del Piper, dell’Altromondo, della Baia degli Angeli, del Cosmic, dell’Histeria, del Plastic, del Kinki, dell’Ethos, del Diabolik’a, del Cocoricò, dell’Insomnia, del Tenax…

Note di regia

“Disco Ruin nasce dalla fascinazione evocata dalle rovine di centinaia di discoteche abbandonate in tutta Italia. Le “cattedrali del divertimento” sono state i più potenti luoghi di aggregazione per diverse generazioni. Hanno spostato migliaia di persone di tutte le classi sociali su e giù per l’Italia. Questa storia parte dagli albori, dalle balere, dai night degli anni ’60, dalle prime discoteche degli anni ’70, per poi focalizzarsi sugli anni ’80 e i ’90. Nessun altro luogo riesce meglio a concentrare più arti insieme: le discoteche calamitavano e lanciavano tutte le nuove tendenze. Le testimonianze di chi l’ha vissuta, di chi ci ha suonato, di chi ne è stato il protagonista. Storie che raccontano le trasformazioni della nostra società nelle sue ore di svago ed eccessi, in ambienti in cui le classi sociali si mescolano. Momenti in cui la libertà di esprimere il corpo, la sessualità, l’individualità e la creatività sono leciti, quasi necessari. Luoghi magici e di perdizione, di alienazione, in cui attraverso liturgie di gruppo celebravano riti collettivi quasi tribali risvegliando istinti primordiali: la danza, la musica, l’incontro tra i sessi. Il film racconta un’Italia che non esiste più e che in molti non si sono accorti che sia mai esistita”.

DOVE VEDERLO

Castello Medievale, Guardia Sanframondi - 28 dicembre 2021 - h. 19:00

Querido Fidel

Querido Fidel

di Viviana Calò

Festival: Bif&st – Bari International Film Festival

Anno: 2021

Paese: Italia

Durata: 91’

Emidio, un socialista tanto appassionato da aver trasformato casa sua in una roccaforte del Socialismo Reale, scrive a Fidel Castro regolari rapporti sul suo esperimento e riceve sempre una puntuale risposta. In famiglia la moglie Elena e la nipotina Celia appoggiano con amore la sua battaglia. Ma il figlio Ernesto è la dolorosa spina nel fianco: è un devoto del sogno americano. Sono gli albori di una nuova era e mentre il mondo festeggia la fine della Guerra Fredda, nella famiglia Tagliavini imperversa la battaglia.

Note di regia

“L’idea centrale di Querido Fidel è molto semplice: che succederebbe se un uomo decidesse di vivere il proprio quotidiano secondo i suoi ideali, fino in fondo, abbandonando le comodità del pensiero astratto? Questo è Emidio, il Comandante, il sognatore, il picchiatello, che vive l’eterno conflitto tra la propria ideologia e la realtà con cui è costretto a confrontarsi tutti i giorni. Questo contrasto si amplifica maggiormente nelle differenze tra generazioni: quella di Emidio, cresciuta a “pane e rivoluzione” e quella di Ernesto, suo figlio, mal cresciuta nel mito del consumo e nell’arroganza del capitalismo. La società non riconosce né comprende più il sogno o l’ideale come parte del pensiero umano. Lo consente fino a quando resta nei limiti dell’irraggiungibile, lo circoscrive in uno schema semplice e chiaro definendolo utopia, in qualche caso addirittura pazzia, e così lo esclude, lo emargina. In questo modo ogni pensiero critico è destinato ad incontrare una terra sterile intorno a sé, e così o si arrocca ostinato nella propria incomunicabilità o più semplicemente si spegne”.

DOVE VEDERLO

Teatro “Il piccolo”, Battipaglia - 20 dicembre 2021 - h. 20:30
Associazione Bandiera Bianca, Contursi Terme - 29 dicembre 2021 - h. 20:30

Punta Sacra

Punta Sacra

di Francesca Mazzoleni

Festival: Visions du Réel (Miglior Film), Festa del Cinema di Roma – Alice nella Città

Anno: 2020

Paese: Italia

Durata: 94’

L’ultimo triangolo di spazio abitabile alla foce del Tevere: le persone che ci vivono lo chiamano Punta Sacra. Il documentario racconta la vita della comunità dell’Idroscalo di Ostia, oggi composto da 500 famiglie. Su tutte, quella di Franca, a capo di una famiglia completamente al femminile, narratrice e motore delle storie che rendono vivo quel lembo di terra.
Un racconto fra realismo e proiezioni nell’immaginario, fra nostalgia ed inevitabile pragmatismo. E un desiderio su tutto: poter continuare a vivere in quel luogo, che per loro è casa.

Note di regia

“L’intento era quello di raccontare l’altro lato di un luogo complesso: l’ultima borgata autocostruita della mia città. Un pezzo fondamentale della storia di Roma. Un’idea di vita comunitaria alla quale non siamo più abituati. Un luogo che invece per decenni è stato associato solo alla morte di Pasolini, al degrado e ai racconti cinematografici di criminalità. Al centro di Punta Sacra ci sono vite al limite, come il luogo che le ospita. Libertà, precarietà, lotta, resilienza e riscatto sono i temi che le animano. Il rischio di demolizione, la forza distruttrice della natura e il mondo degli interessi commerciali, sono le ombre che circondano e si contendono questa fragile terra. La risposta della comunità a questa stretta di incertezze e pericoli è però una forza vi tale: feste continue, amori, liti, celebrazioni per colmare i vuoti lasciati dalle case abbattute. Punta Sacra parla di appartenenza e di un enorme desiderio di riscatto, parla di una comunità che non si piange addosso ma che celebra la vita.”.

 

DOVE VEDERLO

Associazione Textures, Airola - 17 dicembre 2021 - h. 20:30

Non conosci Papicha

Non conosci Papicha

di Mounia Meddour

Festival: Cannes 2019 (Un Certain Regard)

Anno: 2019

Paese: Algeria - Francia - Belgio - Qatar

Durata: 105’

Algeria anni 90. La giovane Nedjma, soprannominata “Papicha”, studia francese all’università e sogna di diventare stilista. La sua vita è sconvolta da un’ondata di fondamentalismo religioso che precipita il paese nel caos.
Determinata a non arrendersi al nuovo regime, Nedjma decide di organizzare con le compagne una sfilata dei suoi abiti, che diventerà il simbolo di un’indomita e drammatica battaglia per la libertà.

Note di regia

“Quello che è successo negli anni ’90 in Algeria non è ben noto nel mondo. Di quegli anni di guerra civile i media hanno raccontato gli attentati, i massacri, le autobombe. Io volevo raccontare altro, il combattimento della popolazione, delle donne che continuavano a resistere. È così che ho costruito il personaggio di Nedjma, che resiste a modo suo durante gli anni cupi. È autobiografico nella misura in cui ho vissuto anche io negli anni ‘90 in Algeria, avevo 18 anni, e ho iniziato a scrivere questa storia impregnata di tutta quella cultura, ma anche di quel dramma e di qual trauma. Una maniera di mostrare dall’interno quella gente e quell’Algeria, dentro la città universitaria e dentro le stanze di queste studentesse, per raccontare l’intimo, le amicizie che si creano con il corollario di complicità e umorismo, con la forza identitaria algerina che si opponeva a quello che accadeva fuori della città universitaria, un’oppressione e una crescita graduale verso la violenza”.

 

DOVE VEDERLO

Istituto Tecnico Agrario “F. De Sanctis”, Avellino - 16 dicembre 2021 - h. 9:30
Associazione Textures, Airola - 16 dicembre 2021 - h. 20:30

Le sorelle Macaluso

Le sorelle Macaluso

di Emma Dante

Festival: Venezia 77 (Selezione ufficiale - Concorso)

Anno: 2020

Paese: Italia

Durata: 89’

Maria, Pinuccia, Lia, Katia, Antonella. L’infanzia, l’età adulta e la vecchiaia di cinque sorelle nate e cresciute in un appartamento all’ultimo piano di una palazzina nella periferia di Palermo. Una casa che porta i segni del tempo che passa come chi ci è cresciuto e chi ancora ci abita. La storia di cinque donne, di una famiglia, di chi va via, di chi resta e di chi resiste.

Note di regia

“Il film è diviso in tre capitoli, ognuno dei quali corrisponde a un’età delle cinque sorelle protagoniste: l’infanzia, l’età adulta, la vecchiaia. Le sorelle sono interpretate da dodici attrici, come se a ognuna che resiste fino alla vecchiaia dovessero corrispondere una discontinuità e una mutazione nel corpo e nel volto. Ed è l’amore delle sorelle tra loro e per la casa in cui vivono che tiene in vita la loro intera esistenza, come fosse un unico organismo vivente a prescindere dalla morte fisica di alcune di loro. Le sorelle Macaluso è un film sul tempo. Sulla memoria. Sulle cose che durano. Sulle persone che restano anche dopo la morte. È un film sulla vecchiaia come traguardo incredibile della vita”.

 

DOVE VEDERLO

Cinema Partenio, Avellino - 15 dicembre 2021 - h. 20:30
Associazione Marea, Salerno - 18 dicembre 2021 - h. 19:00