GEN_

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GEN_

di Gianluca Matarrese

Festival: Sundance (Official Selection)

Anno: 2024

Paese: Italia /Francia/Svizzera

Durata: 104'

Genere: Documentario

All’ospedale pubblico Niguarda di Milano, il dottor Maurizio Bini ha una missione non convenzionale: trasformare vite attraverso la fertilità e l’affermazione di genere.
Bilanciando i sogni di aspiranti genitori con i percorsi di chi cerca di riconciliarsi con la propria identità di genere, crea uno spazio di accoglienza e autodeterminazione, dove l’umorismo spesso alleggerisce anche i momenti più difficili.
In un contesto politico che mette alla prova l’etica medica, Bini sfida i vincoli imposti dalla società per offrire speranza, umanità e cura, facendo la differenza con competenza e cuore.

Note di regia: 

“GEN_ si concentra su un ospeda le pubblico italiano che fornisce assistenza gratuita per procre azione assistita e terapie di afferma zione di genere. Attraverso le consultazioni nello studio del dottor Bini, che includono pazienti trans e coppie infertili, esploriamo le sfide di un medico e del suo team, costretti a mediare tra giudizio clinico e restrizioni legali sempre più stringenti. Il film affronta dilemmi etici, sociali e giuridici presenti non solo nelle demo crazie occidentali, ma anche a livello globale. Desideri umani come quello di avere un figlio o di affermare profondamente la propria identità di genere cambiando aspetto e nome legale sono universali. Il film si addentra in questi desideri e nelle difficoltà che le persone affrontano per realizzare i propri sogni. Esplora l’intersezione tra aspirazioni individuali e il paesaggio socio-politico spesso rigido e restrittivo, illuminando la determinazione di coloro che navigano queste acque complesse”

Elvira Notari – Oltre il silenzio

Elvira Notari – Oltre il silenzio

Elvira Notari - Oltre il silenzio

di Valerio Ciriaci

Festival: Venezia 82 – Selezione Ufficiale (Venezia Classici)

Anno: 2025

Paese: Italia /USA

Durata: 90'

Genere: Documentario

Il documentario racconta la storia della prima regista italiana e del lungo percorso che l’ha riportata alla luce dopo decenni di oblio. Protagonista dell’età d’oro del muto napoletano, Elvira Notari realizzò circa ses santa lungometraggi che, intrecciando cul tura popolare e uno sguardo autentico sulla vita della città, conquistarono il pubblico da Napoli alle Little Italies negli Stati Uniti. Con l’avvento del sonoro e colpita dalla cen sura fascista, abbandonò il cinema nel 1930. La sua opera cadde nel silenzio e gran parte dei suoi film andò perduta. Oggi, a 150 anni dalla nascita, Elvira Notari torna al centro della scena grazie al lavoro di studiosi e artiste che ne recuperano l’eredità e la reinterpretano attraverso la creazione di nuove opere.

Note di regia: 

Sin dall’inizio, ciò che più mi ha colpito dell’eredità di Elvira No tari sono stati i silenzi che cir condano la sua storia. Oltre ai tre film superstiti e a frammenti sparsi, non re sta quasi nessuna testimonianza diret ta: nessuna lettera, nessun diario, solo alcune fotografie sfuggenti attraverso cui provare a intravedere la donna die tro l’artista e l’imprenditrice. Eppure, la riscoperta della sua opera, iniziata negli anni Settanta in ambito accademico, è cresciuta fino a diven tare una più ampia rivalutazione della sua importanza storica e artistica. Il nostro film nasce con la speranza di restituire a Elvira Notari il riconosci mento che merita e che le è stato negato troppo a lungo.

Cumpartia

Cumpartia

Cumpartia

di Daniele Gaglianone

Festival: Festival dei Popoli

Anno: 2025

Paese: Italia

Durata: 70'

Genere: Documentario

Dopo tre anni di lontananza, Ivan ritorna a casa, nel Sulcis in Sardegna, dopo aver lavo rato in Francia come viticoltore, per fare il vino con i genitori nella loro piccola azienda. Il suo ritorno a casa è un viaggio interiore, sospeso e rarefatto, dove le persone e le cose lasciate nel passato e ritrovate nel presente si incontrano nella dimensione emotiva e soli taria del protagonista. Si tratta di una rifles sione sul rapporto con le proprie radici, sul rapporto fra generazioni, su cosa significa essere figli e su come si vedono i padri e le madri tra malinconie del passato e l’energia necessaria ad affrontare il presente.

Note di regia: 

La mia sensazione è che Cu mpartia rappresenti un momento di transizione nel mio percorso cinematografico. Forse perché è un film che racconta un passaggio di vita importante per il protagonista che si trova in bilico fra le intenzioni ancora vive del passato e l’energia di nuove prospettive. È un film minimale che tratta di cose primarie ed essenziali: confrontar si con le proprie radici. Chiedersi che cos’è la terra e quale senso si nasconde dietro ad un albero che cresce. Un film sulla solitudine, sulla malinconia e sul la gioia necessaria della condivisione, nata proprio dall’incontro inaspettato con un gruppo di amici vecchi e nuovi che mi ha fatto sentire almeno per una volta ancora la bellezza e il privilegio di raccontare una storia.

Nottefonda

Nottefonda

Nottefonda

di Giuseppe Miale Di Mauro

Festival: Festa del Cinema di Roma – Sezione Freestyle

Anno: 2024

Paese: Italia

Durata: 86'

Genere: Fiction

Ciro è un uomo allo sbando dopo la perdita della moglie. Vuole trovare chi l’ha investita e uccisa sulla strada di notte. Ogni notte. In questa ricerca ha perduto sé stesso, il senso del tempo e la possibilità di far vivere una vita normale al figlio Luigi, tredicenne, un ragazzino costretto a crescere in fretta per trattenere il padre dalla discesa negli inferi. Una via crucis dell’elaborazione di un lutto difficile da superare. Ma il loro destino è già scritto, e durante l’ultima Nottefonda dovranno affrontarlo.

Note di regia: 

Volevo raccontare Napoli come una città universale dove collocare il mio protagonista e la sua storia umana. Farlo vagare in una città notturna, piena di gru del porto, di rumori di muletti in azione, di container pronti a partire, di sabbia nera del vulcano e mare grigio d’inverno, di cavalcavia isolati e di strade periferiche e buie. E poi un’auto, quella di Ciro, che le percorre. Sullo sfondo: il Natale che illumina le
case degli altri e mette tristezza a chi non ha niente da festeggiare. La macchina da presa fissa, senza orpelli o esercizi di stile, inquadrature strette sui volti dei protagonisti (padre e figlio anche nella vita) per catturarne emotività e fragilità, cercando di lasciare fuori dalla narrazione ogni spiegazione, ogni naturalismo.

No other land

No other land

No other land

di Basel Adra, Yuval Abraham, Rachel Szor, Hamdan Ballal

Festival: Berlinale, EFA Miglior Documentario,Toronto International Film Festival, Premio Oscar Miglior Documentario

Anno: 2024

Paese: Norvegia/Palestina

Durata: 95'

Genere: Documentario

Basel Adra, un giovane attivista palestinese di Masafer Yatta, combatte fin dall’infanzia contro l’espulsione di massa della sua comunità da parte dell’occupazione israeliana. Basel documenta la graduale cancellazione di Masafer Yatta, mentre i soldati dell’IDF distruggono le case delle famiglie: il più grande atto di trasferimento forzato mai effettuato nella Cisgiordania occupata. Nel dramma, Basel incrocia il suo cammino con Yuval, un giornalista israeliano che si unisce alla sua lotta, e per oltre mezzo decennio combattono insieme contro l’espulsione, avvicinandosi sempre di più.
Il legame è segnato dalla profonda disuguaglianza tra loro: Basel, che vive sotto una brutale occupazione militare, e Yuval, libero e senza restrizioni.

Note di regia: 

Premiato alla Berlinale 2024, agli EFA (European Film Awards) 2024 e vincitore come Miglior documentario agli Oscar 2025, questo film, realizzato da un collettivo palestinese-israeliano di quattro giovani attivisti, è stato co-creato durante i tempi più bui e spaventosi della regione, come atto di resistenza creativa contro l’Apartheid e come ricerca di un cammino verso l’uguaglianza e la giustizia. Meritoriamente distribuito da Wanted Cinema, gode del patrocinio di Amnesty International Italia e del sostegno di Medici Senza Frontiere.

Canone effimero

Canone effimero

Canone effimero

di Gianluca e Massimiliano De Serio

Festival: 75^ Berlinale (Forum - Menzione Speciale Documentary Award), Biografilm (Concorso Internazionale)

Anno: 2025

Paese: Italia

Durata: 120

Genere: Documentario

Canone Effimero è un viaggio alla scoperta di un’Italia nascosta, invisibile, lontana dalle narrazioni correnti. I protagonisti di questa immersione sono singole persone o piccole comunità remote che lottano contro l’estinzione dei propri orizzonti simbolici: nei gesti di costruttori solitari di antichi strumenti o nelle voci di cantori di canti polivocali del passato. Questi sono i segni di una resistenza culturale e i fili misteriosi di un tessuto esistenziale, frammenti ritrovati di un ipotetico codice per la sopravvivenza con l’entroterra italiano fatto di volti, voci e storie. Gli strumenti antichi si collegano alla natura e all’ordine celeste, rappresentando anche l’incontro del Mediterraneo con l’Africa e l’Oriente. Il film mette in luce le tradizioni polifoniche di varie regioni italiane, sfidando la marginalizzazione di queste culture e ricentrandole attraverso un approccio visivo ispirato alle icone bizantine e all’arte medievale.

Note di regia: 

Di fronte alla tendenza a limare via i margini, con Canone
Effimero proviamo a ri-centrare il nostro sguardo su un paesaggio
poco visto o raccontato. Corpi e paesaggi sono legati in “quadri”, in formato 1:1. I volti sono come icone bizantine o miniature medievali, la composizione rifugge il naturalismo del documentario,si avvicina alla statuaria o alla pittura.
Il film vive così di ritratti autonomi, reperti disseppelliti e portati alla luce, pagine illustrate di un diario collettivo, un fragile codice da completare.

Il tempo negato

Il tempo negato

Il tempo negato

di Maurizio Dall'Acqua

Festival: Pianeta Mare Film Festival

Anno: 2025

Paese: Italia

Durata: 20'

Genere: Documentario

Un giovane autore indaga sull’evento che ha cambiato per sempre la sua famiglia: la morte improvvisa del nonno Nino. Tornando nel suo paese in Campania insieme a Luisa, la nonna e compagna immaginaria, è guidato nella ricer ca delle cause di questa prematura scomparsa dalle riprese che lo stesso Nino ha girato prima di morire e dai ricordi frammentati dei cinque figli che ha lasciato.

La figura umana

La figura umana

La figura umana

di Giulia Claudia Massacci

Festival: Asincronie – Festival internazionale di cinema documentario e di fotografia di Sassari

Anno: 2025

Paese: Italia

Durata: 24'

Genere: Documentario

Perché e come guardiamo gli animali? È possibile utilizzare i materiali d’archivio come se fossero la testimonianza involontaria di uno
sguardo?
Archiviare è in qualche modo il gesto di collezionare gesti. Attraverso il montaggio di frammenti di documentari, cinegiornali e video promozionali il film vuole rendere visibile la complessità e la stratificazione di una relazione che più consideriamo naturale e data, più si rivela frutto di processi economici e politici, dunque culturali, analoghi al mondo degli umani.

Riccardo I

Riccardo I

Riccardo I

di Federica Cozzio

Anno: 2025

Paese: Italia

Durata: 21'

Genere: Documentario

Attraverso materiali d’archivio, il film racconta la storia del legame tra un uomo, Vittorio, e una barca, il Riccardo I. La loro relazione si sviluppa nel contesto dei profondi cambiamenti che hanno interessato il mare Adriatico e i suoi litorali nel Novecento, segnando la fine dell’antica civiltà della vela. Da bambino, Vittorio è mozzo sulla barca del padre; da anziano, sente il bisogno di preservare il mondo della sua infanzia. Con ostinata determinazione, decide di restaurare da solo il Riccardo I, l’ultima imbarcazione del suo tipo, dedicando si a questa impresa fino alla morte.

La canzone della terra

La canzone della terra

La canzone della terra

di Margreth Olin

Festival: Toronto International Film Festival

Anno: 2023

Paese: Norvegia

Durata: 90'

Genere: Documentario

Il padre della regista fa da guida attraverso le più suggestive vallate norvegesi, dove è cresciuto e dove più generazioni si sono susseguite vivendo a stretto contatto con la natura, per sopravvivere. I suoni della terra si armonizzano alla perfezione creando una sinfonia unica che accompagna questo viaggio mozzafiato nel paesaggio e nella memoria.
Olin ritorna nella parte occidentale della Norvegia per trascorrere un po’ di tempo con suo padre, 84 anni, seguendo le orme dei genitori e la loro storia d’amore e di vita.

Note di distribuzione: 

I metri di ghiacciaio che si ritirano anno dopo anno ci danno la misura dell’inesorabile scorrere del tempo, oltre che dell’agonia del paesaggio naturale soffocato dalla presenza umana. Solo il cinema può raccogliere e custodire la memoria di chi ha vissuto un rapporto più armonico e corretto con l’ambiente che ci ospita: è questo il grande monito del film che la regista Margreth Olin ha realizzato con la complicità di suo padre.
Visivamente ipnotico, il suo sguardoci porta a osservare – e non solo ad ascoltare – la melodia della terra, una canzone in cui la bellezza della musica (il meraviglioso, stordente paesaggio del grande nord) si sposa a parole di dolore e denuncia.
Selezionato dalla Norvegia come miglior film internazionale agli Oscar 2024, il film è un documentario epico e maestoso, che vanta Liv Ullmann e Wim Wenders tra i produttori esecutivi.